Showdown: “The March To …”

Showdown: “The March To …”

LA RESA DEI CONTI!

Trascrizione automatica da presentare a “S&P” e “NFSC”

 

EP: 60:02: “La marcia verso…”

 

ERIA QUINT: Salve e benvenuti ad un nuovo episodio di Showdown, dove mettiamo a confronto esperti con pareri contrastanti riguardo ai problemi galattici di ogni giorno. Il mio nome è Eria Quint.

Sono passati oramai tre mesi dal personale appello in senato dell’eroico difensore di Vega II, ammiraglio Bishop. Il suo discorso che inneggiava ad un piano di battaglia per riprendere i sistemi precedentemente caduti in mano ai Vanduul è riecheggiato in tutto l’impero, galvanizzando i cittadini. L’ammiraglio ha presentato la sua strategia la scorsa settimana sia all’Imperatore che all’Alto Comando, con la speranza di ottenerne l’approvazione. Non se ne conoscono i dettagli ma fonti interne indicano che un’azione militare non è solo possibile, ma altamente probabile.

I nostri due ospiti di oggi hanno punti di vista opposti sia su come si sia arrivati fino a questo punto, sia sulla strada che l’Impero dovrebbe seguire in futuro. Diamo il benvenuto ad Arthur Warro, stratega economico e architetto dell’iniziativa Polo, in collegamento con noi tramite Spectrum.

ARTHUR WARRO: Grazie per l’invito , Eria.

ERIA QUINT: In veste di rappresentante della Marina UEE, diamo il benvenuto in studio all’ammiraglio Cedric Cochran.

ADMIRAL CEDRIC COCHRAN: Piacere di essere qui con voi.

ERIA QUINT: Inizio con una domanda rivolta ad entrambi: È veramente questo il momento giusto?

ADMIRAL CEDRIC COCHRAN: Una cosa è certa Eria, dall’ultimo attacco registriamo una notevole riduzione di incursioni all’interno dei nostri sistemi di confine. Se prima i Vanuduul sembravano essere molto più determinati, la vittoria di Vega II sembra aver inferto loro un duro colpo. Come sappiamo i Vanduul sono tendenzialmente tribali, per cui al di fuori dei loro gruppi non presentano un’organizzazione militare coesa. Quindi, secondo me, l’attuale riduzione nelle loro operazioni belliche è da imputare direttamente al monito che gli altri clan hanno ricevuto dalla distruzione della loro nave Kingship. Il momento è propizio per capitalizzare questo nostro vantaggio.

ARTHUR WARRO: Vorrei sottolineare che attualmente la UEE non è grado di sostenere finanziariamente operazioni belliche su larga scala e dalle tempistiche incerte, cosa che un conflitto con i Vanduul richiederebbe certamente.

ADMIRAL CEDRIC COCHRAN: Sig. Warro, il popolo dell’Impero esige giustizia per le vite strappate a Vega II!

ARTHUR WARRO: Capisco ed ho simpatia per le loro richieste, ammiraglio.

ERIA QUINT: L’ammiraglio Bishop, che in queste immagini vediamo visitare la devastazione su New Corvo, ha detto chiaramente che il conflitto con i Vanduul rappresenta per tutti noi una priorità assoluta e che non possiamo più continuare a negare di essere in guerra, in una situazione in cui a prevalere saremo o “noi” o “loro”. A causa della gravità della recente aggressione e per quello che era in gioco, aveva espressamente chiesto ai superiori di essere messo in prima linea durante l’offensiva.

ARTHUR WARRO: È fuori discussione che l’ammiraglio Bishop sia un ufficiale esemplare. Ma voglio farvi una domanda: se una eventuale sconfitta dei Vanduul ci lasciasse in eredità un impero sull’orlo del collasso finanziario, questa non sarebbe solo una vittoria pirrica?

ADMIRAL CEDRIC COCHRAN: L’ammiraglio Bishop ed io siamo amici da molti anni. Ci confrontiamo spesso con opinioni o consigli durante i preparativi dei nostri piani di battaglia. Non mi viene in mente nessuno più qualificato di lui per guidare questa nostra storica carica.

ERIA QUINT: Fonti interne sostengono che Bishop stia spingendo per la riattivazione dei vecchi progetti per la costruzione di una nuova classe di nave capitale.

ARTHUR WARRO: Sono proprio quei progetti che ci hanno portati nella situazione economica attuale!

ADMIRAL CEDRIC COCHRAN: Concordo.

ARTHUR WARRO: (sorpreso) Davvero?

ADMIRAL CEDRIC COCHRAN: Certamente. Prima del disastro di Vega II, quello che veramente mancava all’Impero era la capacità di focalizzare. Personalmente non ho familiarità con il progetto da lei citato, Eria, ma presumo si trattasse in primis di una sfida ingegneristica. È vero, ai tempi non era una cosa di cui avessimo bisogno, ma qualcuno ci stava lavorando semplicemente perché aveva la possibilità di farlo. Adesso però le cose sono cambiate. Se l’ammiraglio Bishop ha messo gli occhi su questo progetto, è perché ne comprende il reale valore. Per cui adesso siamo giustificati a spendere questi soldi, perché sarà qualcosa che useremo.

ERIA QUINT: Devo interrompervi per una breve pausa. Non appena saremo tornati, sentiremo cosa ne pensano dell’imminente conflitto con i Vanduul i nostri spettatori, e a seguire le domande finali per gli ospiti. Rimanete sintonizzati.

[Musical Outro]

[Musical Intro]

ERIA QUINT: Rieccoci di nuovo insieme su Showdown! Ma prima di proseguire, abbiamo chiesto al nostro pubblico di farci sapere la loro opinione riguardo al recente slancio verso un’opzione militare nei sistemi Vanduul. Ecco cosa hanno risposto. Questo è Rapidfire.

MARSHALL JAED (Angeli, Croshaw): Sono favorevole all’azione. Sono arrabbiato nel vedere i nostri rappresentanti eletti che continuano a voltarsi dall’altra parte, sperando che il problema si risolva da solo. Sono centinaia di anni che i ‘Duul’ continuano a saccheggiare e uccidere. È giunto il momento di reagire.

HENNÈ KASEY (Prime, Terra): Sembra che molti siano entusiasti di salire a bordo del treno che porta alla guerra, ma forse dovremmo fermarci un attimo per riflettere. Voglio dire, i Vanduul vogliono combattere. È nella loro indole e così facendo giochiamo secondo le loro regole. Ricordo ancora il saggio consiglio che mia diede mia madre poco prima che mi trasferissi su Prime: “non andare in cerca della pazzia figlio, poiché poi dovrai fare i conti con essa”.

VITIENNE CAVANAUGH (Jata, Cestulus): Costi quel che costi. La marina ha rigettato la mia domanda di adesione, ma non mi rassegno. Sto mettendo insieme i soldi per comprare un caccia tutto mio e se necessario, andrò la fuori anche da sola. Voglio fare la mia parte, in un modo o nell’altro.

ERIA QUINT: Potete trovare queste e altre risposte connettendovi al nostro archivio RapidFire. Bentornati, sono la vostra conduttrice, Eria Quint, qui assieme ai nostri ospiti: Ammiraglio Cedric Cochran della Marina UEE e Arthur Warro, consulente economico. Il sistema di Orione è stato il primo a cadere nelle mani dei Vanduul. Dichiarato ufficialmente perso nel 2712, la battaglia di Orione ha segnato peraltro la prima sconfitta militare dei Messer su vasta scala. Da li a poco, anche Tevere, Virgilio e Calibano subirono lo stesso destino. Sono passati quasi 250 anni dall’iniziale occupazione UEE di questi sistemi, per cui la domanda che mi viene spontanea è: semmai Bishop dovesse riuscire nell’intento di riconquistare questi sistemi, rimane oggi laggiù ancora qualcosa per cui valga la pena combattere?

ARTHUR WARRO: Girano voci insistenti sulla presenza residua di nostri coloni in quei sistemi, e ovviamente in un universo perfetto la loro liberazione sarebbe un motivo più che valido per andare avanti con questa operazione. Ma la realtà non è così semplice. Gli ultimi tre decenni hanno dimostrato che il nostro attuale sistema di vita non è sostenibile. E se non saremo disposti a fare sacrifici, non sopravviveremo… e questo concetto non ha nulla a che vedere con i Vanduul.

ADMIRAL CEDRIC COCHRAN: Durante la mia carriera ho servito diverse volte sul fronte Vanduul, dove ho assistito a fatti orribili. Sono sempre riuscito a schermarmi da questi orrori perché convinto che ciò succedesse solo nel lontano fronte di guerra. Questo mi permetteva di tirare avanti. Comprendo le preoccupazioni del signor Warro riguardo all’aumento della spesa pubblica, ma alla vista delle rovine su Estilia nei filmati trasmessi, questi stessi orrori che una volta mi parevano distaccati e lontani dal resto dell’impero, ora sono diventati reali per tutti noi. Non so se sia moralmente accettabile decidere di abbandonare una parte dei nostri cittadini solo perché il tornaconto del loro salvataggio sarebbe un prezzo molto elevato.

ERIA QUINT: Ovviamente si tratta di un argomento molto complesso. Sono certa che la discussione si accenderà ulteriormente nelle prossime settimane. Nel frattempo, vorrei ringraziare i miei ospiti per essere stati qui con me oggi.

ADMIRAL CEDRIC COCHRAN: Grazie, Eria, Arthur.

ARTHUR WARRO: Grazie.

ERIA QUINT: Ci prendiamo un’altra veloce pausa. Al ritorno discuteremo del costante aumento delle tariffe commerciali dei transuniversali Starliner negli ultimi anni. Il comunicato stampa di Meridian Transit che informava la clientela delle nuove tariffe individuali per l’uso del loro sistema di intrattenimento sembra essere stata la proverbiale goccia che ha fatto traboccare il vaso, suscitando molto clamore e suggerendo che i passeggeri abbiano oramai esaurito la loro pazienza. Ci sentiamo dopo una brevissima serie di messaggi pubblicitari.

 

TRASMISSIONE INTERROTTA.

 

Fonte RSI

Lascia un commento