Star Citizen, il cockpit a casa vostra

Star Citizen, il cockpit a casa vostra

In molti di voi avranno di certo affrontato il travagliato dilemma della periferica ideale per poter avere la migliore esperienza in uno space-sim e, come alcuni di voi già sapranno, quando si tratta di periferiche l’unico limite è il nostro portafogli!

Non c’è una questione portante su quale periferica sia la migliore sul versante delle prestazioni in gioco, poiché i dati parlano da soli, è l’esperienza che fa la differenza su tutto nonostante i piccoli gap o concessioni che alcune periferiche hanno rispetto ad altre.

 

H.O.T.A.S. E JOYSTICK

 

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Pro-Flight X-56 Rhino

Come alcuni di voi sapranno già, la Saitek/Mad Catz ha lanciato in questi giorni la nuova periferica X-56, figlia della configurazione HOTAS X-55 Rhino e incentrata, stando alle loro affermazioni, agli space-sim.
La nuova periferica si differenzia dalla vecchia per la presenza di due nuove leve analogiche adibite agli spostamenti verticali e orizzontali, quindi Strafe, e alle rotazioni su asse, oltre all’aggiunta di cambio dei colori di retroilluminazione delle unità.
La realtà è che una di queste è già presente sulla configurazione X-55, precisamente sulla manetta anche se in forma ridotta, mentre l’altra inedita è posta in corrispondenza del fuoco secondario sul joystick del X-55 e dovrebbe garantire un controllo aggiuntivo per i movimenti 6DoF (six degrees of freedom), ma sostituisce il tasto di fuoco secondario appunto.

6dof X-56
6dof X-56

Sarà questa la base per le periferiche dedicate Star Citizen che verranno prodotte dalla stessa Saitek per il titolo in questione? Sarà abbastanza trattandosi di una configurazione HOTAS? E, soprattutto, sarà qualitativamente migliore nella composizione dei materiali rispetto al suo diretto predecessore?
Per titoli come Star Citizen i tasti non sono mai abbastanza nonostante gli switch mode di cambio configurazione che dovrebbero cambiare le impostazioni in base alle situazioni.

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Saitek X-52

La Saitek offre inoltre soluzioni intermedie con la serie X-52, molto gettonata per la praticità d’uso e la completezza relativa dei comandi ad un costo ridotto rispetto alla serie Rhino o all’antecedente serie X-65F.

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Mad Catz F.L.Y. 5

Per completezza non è da tralasciare la serie F.L.Y. di Mad Catz, con i modelli 5 e 9, e la V.1 a prezzi anche inferiori rispetto alle controparti Thrustmaster e Logitech per parità di fascia di riferimento, benché il numero di comandi per questa ultima periferica siano nettamente inferiori.

 

 

 

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CH joystick e manetta

Come detto prima il limite per tali periferiche è il budget a nostra disposizione, ragion per cui c’è chi opta per soluzioni economiche intermedie come quelle offerte dalla CH.
La CH Products offre soluzioni minimali, tanto da non offrire una soluzione completa HOTAS, ma funzionali; stando a quanto riferito da più recensori, a discapito dell’estetica i joystick da loro prodotti hanno un’elevata risposta e sensibilità oltre ad essere di buona fattura, ma appunto peccano per personalizzazione dei comandi su manetta, comandi che non possono essere sostituiti dall’utilizzo di una pedaliera aggiuntiva alla configurazione.

 

 

 

 

T16000M
T.16000M
HotasWarthog
Thrustmaster Warthog

Thrustmaster offre soluzioni ad ampio ventaglio, a partire da configurazioni economiche come il T.Flight Stick X e il T.16000M, fino ad arrivare a configurazioni di fascia enthusiast con la configurazione HOTAS Warthog non proprio economica e che prevede l’uso di una pedaliera aggiuntiva per il timone; indiscutibile la qualità dei materiali di questa ultima configurazione, ma fornirà anch’essa una soluzione designata appositamente per gli space-sim?

FSSB R3
FSSB R3

Piccola parentesi per questo gioiellino di HOTAS è il reparto di modifiche alle spalle, poiché come spero alcuni di voi già sapranno, il Warthog ha una schiera di fanatici modificatori, tanto appassionati da creare moduli aggiuntivi che migliorano l’esperienza di gioco aggiungendo effetti di force feedback avanzati che simulano le resistenze delle strumentazioni di bordo in maniera realistica oltre a migliorarne la sensibilità dei movimenti; nel particolare il riferimento al modulo FSSB R3 non proprio economico, tanto da eguagliare il costo dell’intero HOTAS, ma sarà possibile configurarlo con semplicità per le forze esercitate nel vuoto o per tutte le varie navi da noi pilotate?

 

 

 

 

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VKB Fat Mamba Mk III

Dalla Russia arriva la risposta con la VKB, in grado di fornire soluzioni anche custom alle nostre configurazioni.Stando a più pareri la VKB offre un’elevata sensibilità e precisione di risposta ai comandi unita a una buona qualità dei materiali utilizzati per la produzione; i prezzi di base sono abbordabili, ma se si opta per soluzioni custom con moduli aggiuntivi i costi salgono assieme all’attesa di produzione, poiché questa azienda ha una bassa produzione su richiesta di mercato.

Gimbal_UpgradeIn compenso è possibile trovare tutti i pezzi fondamentali della configurazione, dalla impugnatura o grip del joystick, ai moduli aggiuntivi di controllo gimbal, fino all’adattatore ciclico compatibile anche con altri brand esterni alla VKB.
Cenno anche per quanto riguarda i moduli aggiuntivi che, come detto prima, non ricoprono solo i prodotti della VKB, ma anche quelli della Thrustmaster.

 

 

 

 

 

 

Extreme 3D Pro
Extreme 3D Pro
G940
Logitech G940

Anche Logitech fornisce periferiche con il modello Extreme 3D Pro, molto simile al T.16000M della Thrustmaster sia per configurazione che per prezzi; in passato la Logitech forniva periferiche HOTAS come il G940 attualmente fuori produzione benché fosse, a detta di molti, un’ottima periferica ora non più reperibile, salvo refusi di magazzino a prezzi non proprio umani.

 

MOUSE, TASTIERE E KEYPAD

Sulle tastiere c’è poco da dire, la scelta di mercato è tanto vasta quanto combattuta dai più sui vari brand o marca, da Mad Catz a Razer, da Corsair a Logitech, a base meccanica o a membrana, insomma per tutti i gusti e per tutte le tasche.

C’è però quella periferica chiamata Keypad gettonata da alcuni per la praticità d’uso e l’essenzialità d’avere un numero prestabilito di tasti nonostante non siano poi così pochi, ma tutti a portata di mano.

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Razer Nostromo

Razer, ormai da anni nota come non alla portata di tutti, offre diverse soluzioni molto simili per caratteristiche, ma non per prezzo; i modelli in circolazione ad ora sono tre: il Tartarus, il Nostromo e il modello Orbweaver.
I tre modelli hanno in comune l’aggiunta di un pad analogico laterale, il quale potrebbe risultare utile all’esecuzione delle manovre 6DoF, la gestione scudi o altre funzionalità da adottare in FPS, ma differenziano per costi e numero di tasti configurabili a disposizione.

 

 

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Logitech G13

La Logitech dalla sua ha il consolidato G13, non proprio economico, ma come la Razer ha a disposizione un pad analogico oltre a un display LCD configurabile.

 

 

 

 

 

 

ZeleSourisPer chi non vuol spendere tanto e adottare questa soluzione aggiuntiva alle configurazioni, il mercato offre soluzioni a basso costo di provenienza orientale, tra cui il Deluxe T9 o il ZeleSouris, ma entrambe a membrana e prive di pad analogico.

 

 

 

E i mouse? Come le tastiere è inutile dilungarsi troppo, la scelta è tanto vasta quanto il divario dei costi, da cinque euro all’ordine delle centinaia; fattori importanti sono ergonomia e DPI (Dots per Inch), ovvero l’indice di riferimento per la transizione del cursore da un pollice ad un altro, tradotto, più è alto il valore, maggiore è la precisione d’esecuzione e maggiore è la velocità di risposta nello scorrimento del cursore su schermo.
Per evitare una faida sanguinaria tra i sostenitori dei vari brand o marche, eviterò possibili e improbabili consigli dal sottoscritto, tuttalpiù espongo una possibile soluzione a chi predilige mouse e tastiera, o anche diverse soluzioni, per i movimenti in 6DoF, ovvero il mouse 3D della 3DConnexion.

3DConnexion SpacePilot
3DConnexion SpacePilot

La particolarità dei mouse 3D è quella di poter gestire tutti i movimenti sui tre assi in ambiente 3D appunto; inizialmente questa periferica è ideata per lavorare in modellazione d’ambito 3D, ma c’è anche chi l’ha adattata perfettamente agli space-sim come Elite e Star Citizen, arrivando a soluzioni custom con alcuni modelli joystick esposti prima con costi variabili a seconda del modello.
È la soluzione definitiva? No, come detto in apertura l’esperienza soggettiva fa tutto.

 

 

PANNELLI E SCHERMI TOUCH

Per titoli con HUD interattivo, come Star Citizen, i tasti e le combinazioni non sono mai abbastanza, ragion per cui c’è chi affianca alle proprie configurazioni vecchi, o nuovi, pannelli touch screen come tablet o smartphone con l’ausilio d’applicazioni adatte come la Powergrid di Roccat per Star Citizen.

Roccat Powergrid Star Citizen
Roccat Powergrid Star Citizen

L’applicazione di base è totalmente gratuita e necessita solo delle periferiche da noi già possedute per l’esecuzione delle app sviluppate per Star Citizen, consentendo d’interagire con le meccaniche HUD del titolo direttamente sullo schermo.

 

 

 

 

 

RG Custom Gaming Gear MK3B
RG Custom Gaming Gear MK3B

Per i più esigenti ci sono anche in lavorazione dei pannelli fisici di comando; come per la VKB, anche qui soluzioni custom dalla Russia con RG Custom Gaming Gear, periferiche ideate e create da un amatore, ma che non hanno nulla da invidiare alle aziende specializzate di settore, anzi qualitativamente risultano essere più pregevoli.
Le creazioni hanno base Arduino, quindi completamente configurabili, ma essendo una produzione amatoriale ha i suoi costi anche temporali.

 

 

b-lethal
Black-Hog b-lethal

Una risposta simile arriva dalla Germania, dove un team d’appassionati ha fondato la BlackHog con il loro b-lethal, una periferica emergente esclusivamente creata per Star Citizen e con una leggera marcia in più verso il design generale.
Anche qui i costi salgono trattandosi di una soluzione artigianale.

Se i costi vi risultano così alti, non resta che progettare il proprio pannello a vostro puro piacimento.

 

 

TRACKING E VISORI

Il tracking, ovvero quella tecnologia che consente il tracciamento dei movimenti di un o più parti del corpo e di convertirli in segnali d’input per la macchina.

TrackIR
Ricevitore TrackIR

Parlando di tracking la periferica più conosciuta è il TrackIR della NaturalPoint, che consente la rilevazione dei movimenti della propria testa tramite la tecnologia dell’infrarosso tra emettitore e ricevitore; tradotto, converte i movimenti della propria testa a quelli della testa del proprio personaggio in gioco, consentendoci di muovere la visuale a nostro piacimento, oltre a gestire il sistema di puntamento gimbal utilizzando solo la testa, appunto.
Attenzione però, non fatevi ingannare dalla pagina di presentazione del prodotto che espone in prima pagina l’uso di tale periferica per Star Citizen, poiché momentaneamente qualsiasi periferica adibita al tracking è disabilitata in previsione di futuri aggiornamenti per il reinserimento di tale tecnologia con i dovuti accorgimenti.

Tobii EyeX
Tobii EyeX

Emergente è la periferica Tobii EyeX della svedese Tobii, che come suggerisce il nome consente il tracking dei bulbi oculari. Dai costi contenuti ha il pregio di non necessitare di un modulo di emissione, penalità è il momentaneo assente supporto ufficiale per Star Citizen, anche se non dovrebbe essere un problema l’integrazione anche non ufficiale.

Leap Motion

 

E poi c’è lui, il Leap Motion, l’affarino che passò la campagna Kickstarter  con successo e che consente il tracking totale delle mani; non ufficialmente supportato, anche perché di difficile integrazione, ma merita il suo spazio all’interno del calderone.

 

 

 

 

I visori, arcani strumenti dalle mistiche proprietà. In uscita ci sono le prime periferiche pioneristiche quali Oculus Rift e HTC Vive; non dilungherò tanto il discorso in questa sede, poiché siamo attualmente bombardati da notizie in merito, quanto più preme la specifica che questi visori hanno, ovvero l’essere strumenti d’input e non solo di mero output.
Ebbene sì, i visori consentono il tracking dei propri movimenti che si trasferiscono al gioco nella stessa maniera in cui vengono eseguiti dalla periferica TrackIR, con il vantaggio d’avere una resa pratica o diretta superiore grazie all’immersività che queste periferiche hanno; contro è, oltre all’attuale costo, l’esigenza di una macchina performante e la pratica d’esercizio che questi nuovi modi di giocare richiedono, ovvero l’abitudine al vivere condizioni a più non comuni, tra accelerazioni rapide viste, più che vissute, in prima persona, sbalzi di camera e cambi d’asse orizzontale ai quali il nostro cervello non è normalmente abituato.

Alla larga chi è debole di stomaco, perché non è il solo frame rate a decretare gli stati di nausea durante l’uso di tali periferiche, ma anche la soggettiva e possibile chinetosi, quindi uomo avvisato…ChrisRoberts_VR

 

Come potete ben vedere c’è materiale per chiunque, quindi attenzione a non trasformare questo labirintico mondo delle periferiche ad un gioco dell’oca per i vostri conti!

 

Fonti: Saitek, CH Products, Thrustmaster, RealSimulator,
VKB, Logitech, Razer, 3DConnexion,
Roccat, RG Custom Gaming Gear,
BlackHog, NaturalPoint, Tobii, Leap Motion

7 thoughts on “Star Citizen, il cockpit a casa vostra

  1. Bellissimo Articolo!

    Da poco ho preso un Razer Nostromo (Keypad) e lo sto trovando abbastanza comodo, soprattutto in volo ovviamente. Con la mole di tasti utilizzati in SCil il keypad va configurato con molta pazienza. qualcuno ha un file di configurazione già pronto?

  2. Ti consiglio di utilizzare il nostromo per le operazioni a terra e EVA, per il volo fatti un hotas e un buon mouse 😉

    Io uso:

    G13 come padd per la parte fps,

    G502 per visuale, armi gimballate e per fps in combo con il G13

    G510 come tastiera

    X-52 Pro come Hotas (che da poco ha sostituito l'HotasX che dovevo usare necessariamente in combo con la tastiera)

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