Star Citizen: The Road to CitizenCon

Star Citizen: The Road to CitizenCon

Che fine ha fatto la demo di Squadron 42? Perché non mostrarla durante l’evento più importante che ruota attorno all’universo di Star Citizen?
L’episodio speciale di Around the Verse, The Road to CitizenCon, ci svela alcuni dei dettagli dietro l’ardua decisione del taglio di presentazione:

La demo prevedeva ben circa un’ora di contenuti, una sezione di gameplay concentrata e colma di meccaniche a scopo illustrativo, con personaggi non giocanti molto caratterizzati e differenziati nei dettagli, ma che alla fine ha ricevuto il fatidico stop.
Arresto dovuto a effettistica che avrebbe minato l’intera fruizione della presentazione, senza contare le innumerevoli sbavature di sistemi di gioco non ancora raffinati e pronti all’immissione in gioco e alla presentazione.

Diciamo pure che c’è un limite a tutto, ma l’abilità dei buon team leader sta proprio nel saper scegliere quando è il caso di fermarsi e optare per una ritirata.
Ritirata che ha dato i suoi frutti con la demo Homestead, che ha visto il team incaricato per la demo di Squadron 42 concentrarsi su quella presentazione, regalandoci quella che ad ora è la rappresentazione più impressionante vista per il titolo di Chris Roberts e soci.

Come si può apprezzare dal video, i giorni antecedenti alla presentazione sono stati una vera e propria corsa sulle montagne russe per il team, corsa che ha visto implementazioni lampo come quella del vermone gigante chiaramente ispirato all’universo di Dune, o i banditi bardati di tutto punto inizialmente afflitti da una pessima resa dell’intelligenza artificiale, fino al capolinea con termine dell’evento; lo stress risultava palpabile in alcune sezioni denunciate dai presentatori, tra risatine isteriche e esclamazioni fin troppo accentuate, ma sono umani anche loro dopo tutto e, per chi ha un minimo d’esperienza lavorativa di gruppo, ciò è abbastanza comprensibile quando si ha a che fare con determinate scadenze.

Sarà stato un bene questo arresto? Darà i suoi frutti con i giusti tempi? Non ci resta che scoprirlo più avanti!

Fonte: RSI
INN

8 thoughts on “Star Citizen: The Road to CitizenCon

  1. 360 persone che lavorano al progetto, e hanno difficoltà a mettere insieme una demo. Credo che quello che manchi li dentro sia proprio una direzione più decisa. Chris con i piedi sulla scrivania mentre discute dei problemi non mi ha fatto una bella impressione. Comunque, qualcosa si può giocare ed è pure divertente. La speranza è l'ultima a morire e quello che vuole fare Chris è davvero un sogno. E fare parte di questa comunity è quasi meglio che giocare. Ottimo lavoro.

  2. Chris con i piedi sulla scrivania mentre discute dei problemi non mi ha fatto una bella impressione.

    Vabbè non interpretare il segno come se fossero i nostri uffici. 🙂

    Piedi sul tavolo non significa per forza faccio nulla, gli uffici "artistici" sono notoriamente ambienti molto molto meno formali.

    Inoltre rispetto all' Italia ogni ambiente è meno formale, noi siamo abituati ad essere incasellati.

    Li se il boss mette i piedi sul tavolo, ha le gambe stanche magari era su a lavoro chissà da quanto.

    Nel video dice e spiega bene quali sono stati i problemi.

    Pienamente d'accordo con te per la community. :ok:

  3. Guardate che mettere insieme una demo LIVE con asset ancora in fase di progettazione non deve essere affatto facile. E come se io dovessi operare sperando che il tecnico della sala mi porti in tempo gli strumenti di cui avrò bisogno a metà intervento (per fortuna non funziona così dalle mie parti 😀 ). Purtroppo può sempre succedere che qualcosa si blocchi nella catena dello sviluppo, impedendo di finire la demo.

    I demo LIVE in particolare (a differenza delle sequenze pre-renderizzate che spesso ci servono altri publisher) sono probabilmente un bel casino da portare a termine  e come dicono gli stessi progettisti nell'intervista, anche una volta finite e testate, non sai mai se funzioneranno davvero come speravi durante lo show. C'è sempre il rischio di un grande bug-fest. Proprio perché il tutto è renderizzato in tempo reale.

    Direi KUDOS a quelli della RSI per quello che hanno preparato, anche se era sottotono rispetto alle aspettative (che sono sempre eccessive). Quelli attenti però avrete visto che dietro le quinte si possono già intravedere sezioni di gioco avanzato che presto diventeranno realtà anche nella alpha e beta.  Se non sono riusciti a mostrare SQ42 pazienza, lo faranno tra 1-2-3 mesi. L'importante e che mantengano sempre questo spirito pionieristico. 

    I fallimenti bisogna metterli in conto durante lo sviluppo di un gioco così complesso. E i DEV che hanno paura di sbagliare non potrebbero mai aspirare a creare un gioco tanto rivoluzionario quanto il nostro Star Citizen :ok:

  4. Guardate che mettere insieme una demo LIVE con asset ancora in fase di progettazione non deve essere affatto facile. E come se io dovessi operare sperando che il tecnico della sala mi porti in tempo gli strumenti di cui avrò bisogno a metà intervento (per fortuna non funziona così dalle mie parti 😀 ). Purtroppo può sempre succedere che qualcosa si blocchi nella catena dello sviluppo, impedendo di finire la demo.

    I demo LIVE in particolare (a differenza delle sequenze pre-renderizzate che spesso ci servono altri publisher) sono probabilmente un bel casino da portare a termine  e come dicono gli stessi progettisti nell'intervista, anche una volta finite e testate, non sai mai se funzioneranno davvero come speravi durante lo show. C'è sempre il rischio di un grande bug-fest. Proprio perché il tutto è renderizzato in tempo reale.

    Direi KUDOS a quelli della RSI per quello che hanno preparato, anche se era sottotono rispetto alle aspettative (che sono sempre eccessive). Quelli attenti però avrete visto che dietro le quinte si possono già intravedere sezioni di gioco avanzato che presto diventeranno realtà anche nella alpha e beta.  Se non sono riusciti a mostrare SQ42 pazienza, lo faranno tra 1-2-3 mesi. L'importante e che mantengano sempre questo spirito pionieristico.

    I fallimenti bisogna metterli in conto durante lo sviluppo di un gioco così complesso. E i DEV che hanno paura di sbagliare non potrebbero mai aspirare a creare un gioco tanto rivoluzionario quanto il nostro Star Citizen :ok:

    SUPER-straqquoto!

    Purtroppo se non si e' in qualche modo coinvolti, a livello piu' o meno profondo, nel processo di sviluppo di un software tutto questo e' difficile da percepire.

    Partiti da zero, costruito poco per volta un team di 360 persone (no, dico… trecentosessanta!!!!), coordinato i membri e gestito la crescita organica dei vari uffici, trovato i giusti leader dei gruppi, vagliato tecnologie, esplorato possibilità, costruito gli strumenti di lavoro dall'interno, costruito l'infrastruttura IT, inglobate e rimasticate tante diverse tecnologie, predisposti i diversi ambienti (SVIL, TEST, PTU, EVOCATI, LIVE ecc ecc…) … e messo insieme tutto in qualcosa che gia' e' a disposizione per essere usato dai backer… compresa la modellazione fino a dettagli da bocca aperta di decine di navi.

    Io non mi stanchero' mai di dirlo: quello che hanno fatto in quattro anni e' mostruoso!

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