Wyrd Prime’s Journey: Un altro giorno uguale agli altri – Parte 3

Wyrd Prime’s Journey: Un altro giorno uguale agli altri – Parte 3

A pensarci a distanza di anni, di quanto è accaduto in quella giornata, il 156° giorno dell’anno 2482, vi era poco di consueto. Invece di nasconderci e aspettare il momento migliore per disperdere quelle carogne, gli avevo affrontati a muso duro. Tomaz era una specie di bue: ventre prominente e ben piantato come pochi coetanei, tra cui io. Ma nonostante la mole si circondava ugualmente di uno stuolo di ragazzini più piccoli, perché come tutti i codardi aveva paura di affrontare qualcuno se non in compagnia.
<<Di che cosa stavate parlando? Com’è che diventerete ricchi?>> domandò, calcando il tono sull’ultima parola, evidentemente interessato. Jeff continuava a tirarmi la manica della tuta, ma io, più alto e forte, non accennavo a muovermi.
<<Da quando in qua ‘mister porcello’ è interessato al denaro? Non è che ti mangi anche quello vero?>> avevo replicato a voce alta perché tutti lo sentissero, scatenando di fatto l’ilarità generale dei sette ragazzetti che lo seguivano. Ero infuriato, benché cercassi di controllarmi, perché lì vicino alla carcassa della Evantos era come se stessero profanando una reliquia di famiglia. Tuttavia la battuta azzeccata era valsa a poco, in quanto uno sguardo di quest’ultimo belluino individuo era bastato per zittire tutti: <<Schifoso Prime ti insegno io come rispettarmi, ragazzi prendetelo e tenetelo fermo!>> esclamò.
Avevo già previsto la mossa – i codardi non cambiano mai – e come un fulmine avevo afferrato e scagliato contro gli altri il ragazzetto più vicino a me, il quale non dimostrava più di dodici anni. L’intenzione era mettere subito fuori gioco gli scagnozzi, per colpire il boss, ma la palla di lardo era stata rapida ad allontanarsi di qualche passo, quel tanto che bastasse perché coloro ancora in piedi gli facessero da scudo. La situazione si era capovolta, erano loro adesso in vantaggio e pronti a colpire, ma a un certo punto tutto si era fatto scuro: Jeff aveva preso dalla propria borsa sempre a tracolla una delle proprie invenzioni, lanciandola in mezzo a noi e creando una coltre che mi aveva coperto e quasi accecato. Questa volta mi lasciai trascinare per la manica, conscio di dover battere in ritirata, seppur a malincuore. Corremmo all’impazzata, tagliando tra i cumuli di immondizia presenti nel porto vecchio. Alcuni della banda di Tomaz ci erano tuttavia alla calcagna: ne sentivamo i passi. E così toccò a me prendere Jeff e ficcarlo dentro un punto aperto nella parete di un edificio là vicino.
Dopo un po’ non sentimmo più alcuna voce, né i passi degli amici di Tomaz. Ci sistemammo in un angolo per aspettare ancora ed essere sicuri di averla scampata; eravamo entrati in quella che sembrava essere una parte dell’arsenale abbandonato di George Prime e l’oscurità dominava tutto. Solo i nostri respiri affannati rompevano l’aria immota.

          Nella stanza doveva esserci stato il deposito di pezzi di ricambio e di quelli per le nuove navi: il soffitto, le pareti e anche una parte della stanza erano colmi di pezzi di varie dimensioni, scaffali e una specie di gru per spostare oggetti più pesanti. Dalla luce fioca che filtrava dai muri ormai malmessi e da una porta socchiusa situata alla mia destra si vedevano tuttavia solo le sagome.
<<Jeff, ci sei? Sembra il magazzino del vecchio arsenale. Guarda quanta roba…>> sussurrai, senza tuttavia ricevere risposta.
<<JEFF?!>> gridai più forte e questa volta trasalii perché qualcuno mi aveva tappato la bocca.
<<Shhhh Wyrd, non urlare! Ho sentito delle voci, c’è qualcuno che sta parlando e viene dietro quella porta…>>
<<Ci ha trovati Tomaz?>>
<<No, sono voci di adulti>>.
Adulti? Nel vecchio porto? Di rado si vedevano in quella zona. Per discutere di affari preferivano i vicoli della colonia o i locali meno frequentati. E se non erano in ballo crediti e i relativi guadagni erano restii anche a muoversi dai propri tuguri.
L’insaziabile curiosità mi spinse ad andare verso la porta e di sbirciare al di fuori. Oltre la solita sporcizia e rottami, vicino a un lampione che funzionava a intermittenza stava ritto un uomo con una sorta di bastone e un mantello che ne nascondeva parte del corpo e del viso. Sembrava solo. Ma come per incanto apparve di fronte al misterioso uomo incappucciato un altro dall’aspetto inconsueto. La luce del lampione andava e veniva e la distanza era troppa, anche per afferrare solamente qualche parola. Per cui notai solo che era un umano calvo, ben piantato e nel braccio destro impugnava una sorta di arma, forse un fucile. Il sinistro invece sembrava essere meccanico con le forme di uno reale, ma di colore scuro, il quale era puntato contro l’incappucciato. Nel mentre che cercavo di comprendere cosa stesse succedendo, il calvo aveva afferrato per la gola la misteriosa figura e gli aveva gridato a pieni polmoni: <<Prime non cercare di fottermi!>>.

        Un istante dopo l’improvvisa mossa il cappuccio della losca figura si era abbassato, così come una parte del mantello si era scostata, mostrando due gambe meccaniche di pessima fattura e il moncherino di un braccio ormai mancante: il destro. Aspettai che il fascio di luce del lampione si mostrasse nuovamente, ma i dubbi erano pochi, quello era Marcon Prime l’amico di mio padre.

Wyrd Prime’s Journey continua… [puntata precedente]

4 thoughts on “Wyrd Prime’s Journey: Un altro giorno uguale agli altri – Parte 3

  1. non so se c'è ma io lo leggo sempre.

    Dunque in breve mi piace perchè riesci a a descrivere un quadro in maniera molto sintetica e semplice.

    Spesso chi scrive si perde in lunghissime descrizioni, ma sono solo il frutto spesso dello sforzo per farsi capire (perchè non si sa perché pensano di essere poco chiari e allungano), o di una immagine che hanno in testa ma non è molto chiara.

    LA scrittura è molto diretta e ha un buon ritmo si legge bene proprio perchè descrive sintetico e diretto, senza fronzoli o eccessivo testo, riuscendo a far "vedere" l'immagine a chi legge. O per lo meno a me.

    E' buono perchè scrivi come se stessi raccontando un giorno di lavoro di un "tizio" oggi, ma in realtà è ambientato nel 2400 e qualcosa ora non ricordo la data precisa. Il che secondo me è un bene, proprio perchè non voler per forza stupire con "effetti speciali" , rende il racconto secco e realistico dandogli spessore.

    Forse manca un pò in alcune parti la descrizione dell'ambiente per creare nel lettore un riferimento.

    Ma ovviamente non è qualcosa di cui parlare poichè leggendolo a puntante non l'ho letto tutto e quindi non ho un quadro completo.

    ma mi piace, vien su bene! Purtroppo oggigiorno molta gente si caga sotto appena vede 2 righe di testo da leggere :risa:, quindi fai bene a fare puntate brevi. Poi c'è anche il gusto della "puntata" che non è male. :hellohello3

  2. non so se c'è ma io lo leggo sempre.

    Dunque in breve mi piace perchè riesci a a descrivere un quadro in maniera molto sintetica e semplice.

    Spesso chi scrive si perde in lunghissime descrizioni, ma sono solo il frutto spesso dello sforzo per farsi capire (perchè non si sa perché pensano di essere poco chiari e allungano), o di una immagine che hanno in testa ma non è molto chiara.

    LA scrittura è molto diretta e ha un buon ritmo si legge bene proprio perchè descrive sintetico e diretto, senza fronzoli o eccessivo testo, riuscendo a far "vedere" l'immagine a chi legge. O per lo meno a me.

    E' buono perchè scrivi come se stessi raccontando un giorno di lavoro di un "tizio" oggi, ma in realtà è ambientato nel 2400 e qualcosa ora non ricordo la data precisa. Il che secondo me è un bene, proprio perchè non voler per forza stupire con "effetti speciali" , rende il racconto secco e realistico dandogli spessore.

    Forse manca un pò in alcune parti la descrizione dell'ambiente per creare nel lettore un riferimento.

    Ma ovviamente non è qualcosa di cui parlare poichè leggendolo a puntante non l'ho letto tutto e quindi non ho un quadro completo.

    ma mi piace, vien su bene! Purtroppo oggigiorno molta gente si caga sotto appena vede 2 righe di testo da leggere :risa:, quindi fai bene a fare puntate brevi. Poi c'è anche il gusto della "puntata" che non è male. :hellohello3

    Devo dire che mi sarei aspettato di peggio, grazie. 😀

Lascia un commento