Star Citizen, AtV: l’inedita “tutto fare” Aegis Vulcan e i nuovi sviluppi sulla Anvil Terrapin

Star Citizen, AtV: l’inedita “tutto fare” Aegis Vulcan e i nuovi sviluppi sulla Anvil Terrapin

Un nuovo concept ha caratterizzato quasi completamente l’appuntamento settimanale dell’Around the Verse di Star Citizen: rifornisce, ripara e riarma tutto in uno a.k.a. Aegis Dynamics Vulcan.

La Vulcan è “la nave iniziale ideale per chi voglia muovere i primi passi nella carriera del supporto spaziale. Questa è una versione più piccola e ovviamente meno specializzata della Starfarer e della Crucible, una ‘tuttofare’ che però non eccelle di certo nel combattimento, trasporto o nelle corse: serve solo per aiutare”, ha esordito John Crewe lead technical designer, continuando “questa svolge le proprie operazioni mediante l’utilizzo di due dei quattro droni complessivi presenti nella nave, quindi il giocatore non dovrà rifornire manualmente le munizioni di un’altra nave per esempio, ma affidarsi a una delle due postazioni di comando droni”.

Tale limitazioni è stata fatta, ha poi spiegato Crewe, per permettere al limitato equipaggio della Vulcan, composto da pilota e due persone di supporto, di essere abbastanza efficiente in tutte le situazioni di gioco, magari lasciando un solo operatore a controllare il drone, un altro alla torretta e il pilota nella propria postazione per tirare fuori da eventuali guai il resto dell’equipaggio. I droni oltretutto potranno danneggiarsi se esposti a particolari situazioni o a prolungati periodi di utilizzo, “e anche per questo è meglio averne altri due di scorta”.

La nuova aggiunta della Aegis Dynamics sarà caratterizzata da un piccola area dedicata all’equipaggio che avrà i propri letti, servizi e cucina in comune. A questo si aggiungeranno delle componenti, come scudi e cooler, di size medio, insieme a un serbatoio supplementare nella pancia della nave per fornirgli maggiore autonomia.

Una nave adatta al supporto di azioni militari, trasporti e commerciali non troppo impegnative: “una baby Reclaimer non per tutti i tipi di giocatori, ma estremamente utile per provare la carriera del supporto e vedere se piace, piuttosto che puntare subito a investire grossi capitali in qualcosa di più specializzato”.

Questo primo concept del 2018 è attualmente già in vendita nel sito RSI per i subscriber e lo sarà per tutti i fan a partire dal 26 febbraio prossimo; com’è al primo colpo d’occhio?

Lasciando per un momento da parte la new entry nel parco navi di Star Citizen, ma sempre rimanendo in argomento, la seconda parte dell’AtV è stata costellata per l’appunto dagli aggiornamenti sullo sviluppo delle navi di gioco ancora in fase di produzione, ovvero il così detto “ship shape”.

La Costellation Phoenix ha fatto un piccolo passo avanti nella fase grey box, portandosi al “high poly modelling stage” e verso la finalizzazione di luci, esterni e interni, con i caratteristici acquari, schermi a muro e l’area bar.

Sempre nel grey box si trovano la Anvil Hurricane, sotto l’attenta lente del tech team, passando per la Aegis Hammerhead, con il continuo lavoro agli interni, presi e poi modellati dagli originali sulla Idris, fino alla Consolidated Outland Mustang, in transito dall’art team al tech team.

Il rework dell’Avenger sta procedendo ugualmente e si trova nella fase “final art”, con una nuova stanza dedicata all’EMP della versione Warlock appena realizzata e lo studio di nuovi sistemi di atterraggio.

In conclusione, si apprestano ad arrivare nelle mani dei cittadini delle stelle con l’alpha 3.1 la MISC Razor, alle prese con l’audio team, l’Aegis Reclaimer, nelle mani dell’animation team per il completamento del sistema di atterraggio e del braccio meccanico, per arrivare alla Tumbril Cyclone (di cui si è solo citato il nome) e l’Anvil Terrapin, quest’ultima caratterizzata da un nuovo e corposo approfondimento dei dev sull’attuale stato di sviluppo in cui si è potuto vedere una grande interazione con gli interni della nave composti da vari scomparti e la singolare possibilità di spengere o accendere a piacimento le luci interne.

La Terrapin rappresenta “il primo passo verso la specializzazione nella carriera dell’esploratore. È una nave per trovare ‘cose’, non tanto grande o potente da essere considerata una minaccia o un’astronave da guerra, e quindi un punto a favore per l’esplorazione di territori sconosciuti o per entrare in contatto con alieni, nativi del luogo senza scatenare conflitti”.

È tutto, buon weekend…

…And we’ll see you Around the ‘Verse!

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