Star Citizen: Port Olisar il paradiso dei commerci di Crusader – Mini fanfiction, parte 2

Star Citizen: Port Olisar il paradiso dei commerci di Crusader – Mini fanfiction, parte 2

<<Cento SCU di Titanium, venti di Agricium e cinque del… ehm del solito>> scrisse nel registro il rivenditore dell’avamposto di Yela rivolgendosi a Mister Egar. <<No, no. Ho chiuso con quello schifo. Non ne voglio più avere a che fare. Fai caricare sulla Starfarer solo i primi due che hai elencato, e anche in fretta!>>.
Il rivenditore parve spaventato da quel ripensamento, riscendo a balbettare soltanto una decina di ma prima di chiudersi in un torvo silenzio e dare disposizione del carico via mobiGlas.

Sempre qualche giorno prima sulla cintura di asteroidi di Yela… <<Egar sembra che non voglia più partecipare all’affare. È dall’ultimo carico da Levski che è agitato, scontroso e soprattutto poco collaborativo>> disse una figura avvolta nell’oscurità di quello che sembrava un bunker scavato nella roccia di un asteroide. Non c’erano finestre né oblo di sorta, solo qualche grata per la ventilazione forzata dell’aria e poche lampade al neon che mettevano in risalto il pulviscolo nell’aria con la poco luce prodotta. <<Eppure non ha fatto di certo lo schizzinoso quando gli avevamo proposto inizialmente l’affare. Un guadagno del 300 per cento, pulito, netto. Ricordo ancora il luccichio di avidità nei suoi occhi>>.
Nella penombra insieme alla figura che stava esponendo i propri pensieri a voce alta appollaiata in una scrivania di metallo, ve ne erano diverse altre. Chi sdraiato in un sudicio materasso, chi guardando un olovideo osé sul mobiGlas con tanto di pubblico alle spalle, chi invece in disparte lucidando per la millesima volta l’arma di ordinanza. A tutta prima potevano sembrare un branco di bifolchi e straccioni, ma sotto gli strati di sudiciume e sporco vi era un’anima da spietato pirata spaziale. <<Il caro Egar dovrà presto rendersi conto dello sbaglio. E noi saremo lì per ricordarlo. Dico bene gentaglia!!!>> e i pirati risposero in coro sì!

Tornando al presente. <<Ho detto che abbiamo una Vanguard Hoplite a 6 mila metri e una Avenger Warlock a 5 mila, appena fuori dalla visuale. Lo sa meglio di me Mister Egar che questa è ben oltre che una coincidenza.>> Matteum Primo vide per la prima volta negli occhi del mercante un misto di emozioni: apprensione, stupore e forse… forse una consapevole paura. <<Li contatterò via CommLink, chiariremo la situazione e io, io pagherò>>. *Quindi conosci chi siede in quelle navi, brutto pezzo di merda* penso Matteum. <<Pagare cosa? A chi?>> Eruppe con rabbia il militare, continuando <<conosce quelle persone là fuori vero? VERO?>> Lo sguardo minaccioso passava dal viso sconsolato e afflitto di Egar a quello del copilota che gli era affianco. La Starfarer scricchiolava dolcemente per via del vento gelido che si era alzato nella superficie di Yela traportando con se milioni di particelle di ghiaccio.

<<Pensavo di poterne uscire. Non volevo più fare quello che chiedevano>>, prima che Matteum potesse ribattere rabbiosamente, Egar indico con un cenno della testa il suo copilota dicendo: <<lui ne era all’oscuro tanto quanto lei Mister Primo. Ho pensato che con una scorta armata non si sarebbero permessi di avvicinarsi alla mia nave, ma sembra che non sia stato così. Posso parlarci. Posso chiarire tutto. Alla fine vogliono solo una cosa. Quella che vogliono: denaro>>. La guardia del corpo realizzò a un tratto di essere in trappola. Avvertire la UEE avrebbe voluto dire entrare in un tale groviglio burocratico che alla fine era sicuro che avrebbero incriminato loro invece che i presunti aggressori. D’altra parte coinvolgere la corporazione che possedeva l’avamposto su Yela avrebbe sortito un effetto analogo. Le vie rimaste erano due: arrendersi e consegnarsi nelle mani della feccia del ‘Verse o combattere. E lui avrebbe scelto la seconda opzione! <<Mi spieghi tutto per filo e per segno Egar, ora!>>.

I pirati erano all’interno della Hoplite controllando com’era di routine prima di un’azione i sistemi e le componenti della nave. Non era di certo una astronave nuova di zecca. Quando l’avevano “requisita” da una base in via di abbandono dell’UEE la Vanguard aveva già milioni di chilometri percorsi alle spalle. Il pilota diceva sempre che tendeva a sbandare verso destra con le forti correnti d’aria prodotte dall’atmosfera e nonostante le riparazioni e sostituzioni di alcuni pezzi non erano mai riusciti a risolvere il problema. Tuttavia non era di certo una preoccupazione con 4 armi size 2, 1 cannone Apocalypse Arms size 5 balistico, una torretta e vari missili. A completare il quadro c’era una corazzatura degna di un tank e un’area di carico che poteva impiegare velocemente sei uomini armati.
*Una Starfarer, seppur resistente, avrebbe di certo ceduto sotto quella potenza di fuoco e poi “Mister Egar” avrebbe pagato per le sue colpe* Pensò quello che sembrava il boss. Questi vestiva un caratteristico turbante bianco che gli nascondeva parte del volto e completava gli stracci indossati che nascondevano a loro volta una undersuite per lo spazio, fece cenno al pilota di controllare nuovamente il radar: quella colossale nave da rifornimento e carico era ancora parcheggiata appena fuori dal landing pad. <<Mertov dì a quelli della Warlock di tenersi pronti, appena la Starfarer decolla devono spegnerla con un EMP – impulso elettro magnetico -. Passami Yert nella 325a>>. Dopo un secco “sì boss” da parte del pilota, un canale CommLink venne aperto con la Origin 325a che faceva da ricognitore. <<Yert che cazzo stanno facendo quelli della Starfarer? Hanno già caricato da un pezzo, no?>>, dall’altra parte del collegamento rispose una figura smunta con diverse cicatrici e una corta barba nerastra: <<sì boss. Ho parcheggiato nella zona di atterraggio più vicina alla nave, seguito quella merda di Egar fino all’interno dell’avamposto, passando per il retro e non facendomi vedere mentre controllavo che caricasse il solito. Ma, come le avevo detto prima, ha deciso di non rispettare i patti e il carico “extra” è ancora nel magazzino. Da allora la Starfarer è ferm… Boss, boss qualcuno sta uscendo dalla nave!”>>.

<<Egar si calmi e ripeta scandendo le parole>> disse con calma Matteum Primo. <<Ho appena detto che il mio incarico era quello di trasportare 5 SCU di organi cibernetici illegali da un punto A, a un punto B. La UEE certifica solo quelli prodotti dall’impero stesso e li vende a prezzi esorbitanti. Volevo aiutare tutti quei poveri disgraziati là fuori!>>, <<E guadagnarci anche un bel gruzzolo al mercato nero>>, completò la frase la guardia del corpo cercando di mantenere un tono calmo. *Dare di matto a questo punto non servirebbe che a favorire i pirati* continuava a ripetersi Matteum.
<<I pirati che mezzi hanno?>>. <<In che senso?>> rispose con un’altra domanda Egar. <<Nel senso se possiedono mezzi terrestri, altre navi e uomini? E quanti? Da dove potrebbero venire? Dove potrebbero rifornirsi? Mi dica tutto quello che sa a riguardo>>.
<<Mi lasci pensare…>> borbotto Egar e dopo una pausa riprese: <<io ho sempre trattato con uno dalla faccia da roditore che si chiama Yert. Di solito veniva con la Vanguard e qualche scagnozzo qui su Yela per concordare i prezzi e il carico. Gli uomini sembravano la solita feccia spaziale, ma ricordo che possedevano armi di ultima generazione. Forse rubate.>>
<<Tutto ciò non ci è di grande aiuto. Ma avete mai visto dei mezzi terrestri appartenenti ai pirati?>>
<<No. Non che io ricordi.>>
<<Bene allora forse c’è una possibilità. La farò breve: dalla mia modesta esperienza il pericolo più grande è la Avenger Warlock là fuori. Se appartiene veramente ai pirati, e mi ci gioco la paga di un mese, allora potrebbe spegnere i nostri sistemi in un colpo solo e farci colare a picco>> disse il soldato sempre più convinto di aver trovato una via di fuga, proseguendo: <<La nave è progettata in modo che ospiti solo un pilota e un tecnico che controlli la componente EMP; quand’ero nella marina ne ho viste un paio dall’interno. Non mi chieda per quale operazione militare. Comunque, sarà scarsamente sorvegliata e noi potremmo prenderla, rivolgerla contro la Vanguard il tempo necessario che la Starfarer decolli e lasci l’atmosfera.>>
Anche Egar e il copilota avevano ritrovato un po’ di fiducia mettendo da parte l’aria afflitta e si concentravano su quanto stava dicendo loro Matteum: <<La Egar Interprises possiede un rover per il trasporto “discreto” da un avamposto all’altro. Vero?>> il militare proseguì senza interrompersi al cenno di assenso di Egar, <<io e il qui presente taciturno Mister Tals lo prenderemo dalla rimessa con la scusa di dove andare verso il prossimo avamposto per caricare ulteriori merci, e intanto ci avvicineremo alla Warlock. Tutto chiaro?>>. Tutti annuirono insieme.

<<Boss, boss. Non so cosa stia succedendo ma due tipi sono usciti dalla Starfarer e si dirigono in gran fretta da qualche parte!>>. La dolce brezza gelida di Yela si stava trasformando in una vera bufera, limitando la visuale di minuto in minuto. <<Yert sei un coglione!>> disse la figura col turbante, sbraitando subito l’ordine di alzarsi in volo al pilota della Vanguard. *Non mi sfuggiranno*, pensava tra sé.
La Vanguard beccheggiò un po’ prima di staccarsi dalla superficie, per poi dirigersi verso l’avamposto lasciando la posizione coperta dalle montagne dietro la linea di visuale. Senza questo inizio di bufera l’avrebbero vista da chilometri di distanza, ma il “boss” confidava nell’elemento sorpresa per avvicinarsi e finire una volta per tutte Egar: *che si fotta la UEE e le corporazioni, gli abbatterò seduta stante. Ho distrutto tante di quelle navi e commesso tanti di quei crimini che il minimo della pena sarà comunque un migliaio di anni di reclusione, o peggio*. Mentre pensava tutto ciò il pilota della Vanguard aveva già portato l’astronave vicino all’avamposto, ma alla destra della Starfarer parcheggiata poco fuori dal landing pad si vedevano i fasci di luce di quello che sembrava un mezzo terrestre. <<Fai fuoco verso il fascio di luce là in fondo!>> Il pilota della Hoplite non comprese subito la direzione e con un unico brutale gesto venne scaraventato dal boss fuori dalla postazione di volo. Una raffica letale di laser e del cannone balistico size 5 fendette l’aria glaciale di Yela colpendo soltanto il nulla.

<<Cazzo! Ci sparano addosso. Sterza Tals, cazzo sterza ora!!!>> I colpi passarono vicinissimi al Rover della Egar Interprises, mentre con un guizzo dettato dall’istinto più che dalla ragione Matteum spegneva i fari del mezzo terrestre. Cosa avrebbero fatto ora? Il piano era fallito. Ogni speranza sembrava vana.

…O forse no. La seconda parte della minifanfiction “Port Olisar il paradiso dei commerci di Crusader” è conclusa. Avete già letto la prima?

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